Spy Story per Obama

spy story
Povero Obama. Pure la Spy story ci si mette.
Ora esce fuori che i file relativi ai passaporti di Barack Obama, contenenti tutti i dati relativi ai suoi viaggi, ai visti e ai suoi spostamenti – sia chiaro, fin dalla tenera età – sono stati illegalmente consultati – leggi spiati – da chi? Da qualcuno al Dipartimento di Stato. Per ben tre volte negli ultimi due mesi.
La dinamica sembrerebbe strana. Tre persone diverse, e apparentemente per diversi motivi, che lavoravano a contratto per il Dipartimento di Stato, avrebbero consultato in tre momenti diversi la documentazione inerente il celebre passaporto.

IsayBlog! cerca nuovi articolisti

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In previsione dell’uscita di nuovi blog tematici, e per rinforzare le nostre redazioni virtuali, la nostra testata editoriale cerca nuovi articolisti per ampliare il nostro staff. Tra le varie aree disponibili in questo momento ci sono:

– Formula 1 e motori (UltimoGiro, inviare a questa mail)

– Cucina (Ginger&Tomato inviare a questa mail)

– Mondo Apple (TheAppleLounge inviare a questa mail)

– Telefonia e Voip (IoChiamo inviare a questa mail)

Si richiede una conoscenza della piattaforma WordPress, dei principali tag per la redazione di un articolo, delle principali regole di scrittura e…tanta PASSIONE per le tematiche scelte!

Ai candidati è richiesto l’invio di due articoli originali di 400 parole, con immagini, sul tema prescelto, alle mail di riferimento, insieme ad un breve curriculum.

Alitalia, cordata di figli alla riscossa: La famiglia Berlusconi ci salverà

Alitalia
Parliamone. Cioè, uno se ne vorrebbe esimere, poichè la nausea sulla faccenda è sopraggiunta da un pezzo. Ma insomma parliamone. Realisticamente. Ci sono strane coincidenze. Un eterno ritorno si affaccia sull’Italia. Era il 24 dicembre. E la vicenda si era guadagnata l’appellativo di A Nightmare Before Christmas I e II. Cambiano le stagioni, le festività, ma il Paese si arrovella come di consueto sulle stesse faccende.
Era Natale. Ora è Pasqua. E di cosa parla la politica? Ma è semplice! Alitalia-Air France, l’eterno ritorno!

In Arabia Saudita nasce l’hotel “rosa”

In un periodo di apertura alla occidentale come quello che stiamo vivendo in questo momento, vedere le scene di oppressione che si osservano nei paesi dell’integralismo islamico, ci fanno storcere il naso spesso e volentieri, come a pensare che forse, in quei luoghi così lontani dal nostro pensiero, sia ora che arrivi la mentalità occidentale.

Le scene che ci arrivano ogni giorno di certo non ci danno fiducia; le immagini di donne costrette a vestirsi, o per meglio dire nascondersi, con vestiti e veli che non ne permettono il riconoscimento, non possono che farci pensare che sia ora di occidentalizzare certi paesi.

Il processo sicuramente è ancora in alto mare eppure un piccolo passo avanti sembra sia stato fatto, finalmente a mio parere, verso questa direzione. E la risposta arriva da uno dei paesi forse più occidentali della regione mediorientale, l’Arabia Saudita.

Piersilvio sposami. 380 sms (e un diffuso senso di rabbia)

sposa
Si ritorna in questa sede sulla vicenda dello sposare Piersilvio. Si ritorna per un’ultima, si suppone – volta, e lo si fa per ben quattro principali ragioni. Le seguenti.
1. La faccenda è già passata di moda, figurarsi. Eppure era abbastanza gustosa. Ma, data la natura infima, oltre che normale è probabilmente un bene. Solo la sinistra – una determinata sinistra – la reitererà ancora per qualche tempo.
2. Lo stato della politica è tale che ci si riduce ad accapigliarsi per battute prive di qualsiasi buon gusto, attinenza alla realtà, cariche di retrogradi mozioni e totalmente lontane dal vissuto comune dell’italiano medio. Il massimo della risposta che si è riusciti ad opporre a questo chiacchericcio denso di insulti per l’italiano medio? Una bella rispolverata al femminismo e via. (Vedi manifestazione ad Arcore di ieri Matrimonio d’interesse? Non ci interessa
Né casalinghe di Voghera né mantenute! Appuntamento ad Arcore mercoledì 19 marzo per… SPOSARE I NOSTRI DIRITTI
(NON Piersilvio)
).
3. La stessa persona che oggi – e da sempre – parla e blatera così sarà il futuro Premier italiano. E siccome non parla e blatera solo da tempi recenti, ma ha una lunga storia di perdizioni verbali, e gli italiani se lo vanno felicemente a votare, amen e così sia.
4. Infine, avrebbe senso riparlarne solo se una precaria riuscisse davvero a sposarsi il suddetto Piersilvio e/o assicurarsi a vario titolo i suoi soldi.

Paisani. E paisane. Il voto non è inutile. Da Napolitano critiche “velate” a Berlusconi

Napolitano
Paisani… e Paisane… . Il vostro Presidente vi parla dal Cile, dove è in visita, e da dove si è beccato anche le critiche e le polemiche di più fonti della politica italiana, che consideravano – ma non poteva posticipare di un giorno e partecipare com’è d’uopo, il 16 marzo scorso, alle commemorazioni per il 30simo anniversario del sequestro Moro e il ricordo dei 5 uomini morti quel lontano dì? Comunque, lui è laggiù. E parla.
Paisani… e Paisane… Cile, Italia, insomma. Riflessioni sul voto.

E’ chiaro che il voto non è mai inutile

Ogni riferimento è puramente casuale. Riferimenti ad accadimenti, persone e luoghi sono puramente inventati.

Parla Giorgio Napolitano, riferendosi alla campagna elettorale in corso. E’ sulla via del ritorno, il Presidente. Nono, non sta stroncando e censurando e analizzando un po’ schifato il tormentone berlusconiano al voto utile. Quella faccenda di scegliere il Pdl o – se proprio. Ma se proprio. Ma i medici lo sconsigliano – il Pd.

[Candidati Politiche 2008]: Daniela Santanchè

Quinta puntata alla scoperta dei candidati delle politiche 2008.

Da oggi inizieremo a scoprire tutti quei partiti, e i rispettivi candidati, che difficilmente avranno possibilità di vittoria. Piccoli partiti che lotteranno per sopravvivere.

Scheda numero 5, parliamo di Daniela Santanchè.

Politica, quanto ci costi. Scontro Fini-Veltroni. Robin Hood chi?

robin hood
Mi ami? E quanto mi ami? Mi costi? Ma quanto mi costi? La politica rosicchia le tasche di ognuno di noi. Nessuno escluso. Beh, forse qualcuno sì. Comunque la politica rosicchia, costa, ed è un dato di fatto. Questa faccenda delicata è entrata a gran voce nel dibattito elettorale – promesse da marinaio o nobili intenti? Solo la storia ci risponderà, ma lo storico un’idea affatto rosea la dona da sempre.
A scontrarsi – e schiantarsi – è stato il duo Gianfranco Fini – Walter Veltroni. Per gradire, insomma. Che si fanno i conti in tasca a vicenda. Tematica sempre di un certo appeal, non vi è dubbio alcuno.
Il leader di An (?) si è, certosino, messo a fare i conti in tasca al candidato premier della parte avversa. Quest’ultimo, si è visto nella necessità di replicare, smentire, perorare. Peraltro, per primo, aveva proposto nientepopodimenoche la riduzione degli stipendi dei parlamentari. La rivolta sta arrivando? Sì, quella dei parlamentari stessi di fronte a siffatta, snaturata ipoteso.

USA: Tempi duri per McCain

La vita per John McCain inizia farsi complicata. Se fino ad ora è stata una corsa completamente in discesa, la strada tra poco potrebbe iniziare a salire e non poco. Per chi non lo sapesse, o non lo ricordasse, John McCain è il candidato repubblicano alla Casa Bianca. Uscito vincente dalle primarie del suo schieramento, travolgendo e asfaltando la propria concorrenza, ora per McCain si prospetta una gara molto più difficile.

Adesso non si tratta più di battaglia all’interno dello schieramento, ma si tratta dell’ultima battaglia, quella decisiva, quella che vale un posto in “paradiso”. Vincere significherebbe aver vinto la guerra contro i democratici, in queste primarie che già li hanno sconvolti abbastanza.

Poveri democratici. Sono passati in pochi mesi dalle stelle alle stalle. In principio era tutta esaltazione, con due candidati inusuali, un candidato di colore Barack Obama e una donna, tra l’altro abituata agli ambienti della White House, Hillary Clinton. Due candidati che per la loro particolarità avevano rapito l’attenzione di tutti i media mondiali, nonostante fossero avversari in casa. Eppure in principio, forse per questo spirito comune democratico che li univa, la battaglia sembrava dovesse essere corretta.

Vescovi, al via la campagna elettorale

vescovi
Suona forse strano? Ma no. E’ tempo di campagna elettorale. Secondo gli esperti marketing il pareggio è possibile. I calcoli stranissimi e complessi per assurdo che fanno sono ben poco digeribili per chi non ha neppure capito chi diamine abbia vinto Sanremo 2008. Comunque la campagna elettorale esplode in allegria.
Soprattutto, sono in molti a cominciare la campagna elettorale. I vescovi. Che c’entrano con la campagna elettorale? Ma non agivano in Chiesa? Che c’entrano le urne? C’entrano, c’entrano.
Insomma, i vescovi della Chiesa cominciano la campagna elettorale. Come? Individuando e declamando a gran voce l’agenda. La to do list della politica italiana. Dubbi, angosce e perplessità? Non c’è problema, ci pensano loro. A voi: una nuova legge elettorale, una scuola migliore, la lotta alla mafia, combattere il decadimento della politica, svelenire il clima della politica. Il tutto, sia chiaro,

per il bene del paese

La campagna elettorale corre anche sulle strade

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Tutti in carrozza, si parte. La politica allaccia le cinture. Via al tour per l’Italia, c’è posto per tutti. Pullman e pullmini, tir o camper, autobus o qualsiasi altra cosa abbia almeno quattro ruote e un’autostrada da percorrere è ammessa alla corsa. È una specie di gita on the road per portare il messaggio elettorale in ogni paesino della Penisola. Dal Veneto alla Sicilia i leader dei partiti viaggiano a più non posso, percorrono chilometri, chilometri e ancora chilometri.

A questa sfida a tutto gas partecipano quasi tutti. C’è il famosissimo pullman verde-Pd. Quello del «conducente» Veltroni.
Quello partito col botto, nel senso che nel giorno dell’inaugurazione è stato tamponato da un’auto a Roma e qualche giorno dopo s’è beccato una multa. Sali e scendi, risali e riscendi: il segretario democratico ha visitato già 58 provincie e 52 ne deve ancora visitare.

[Candidati Politiche 2008]: Pier Ferdinando Casini

Quarto appuntamento per la rubrica che ci accompagna nella nostra scelta per le elezioni politiche di metà aprile. Questa settimana sarà il turno di Pier Ferdinando Casini.

Si ringraziano tutti coloro che hanno partecipato e che parteciperanno con i loro commenti alle schede dei diversi politici. Naturalmente vi invitiamo a continuare così.

Ora spazio all’Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini.

Sabotaggio olimpico, dice la Cina. Nessuno tocchi le Olimpiadi

Olimpiadi
I politici, da ogni donde, da ogni paese, in tutti i contesti, si stanno precipitando a dire – condivisibile o meno, dall’alto di determinate ragioni o meno – che queste violenze s’hanno da fermare. Ma le Olimpiadi, nessuno le tocchi.
Nessuno le tocchi, men che mai il Dalai Lama. Il Governo cinese ha accusato il leader spirituale tibetano, di nuovo. Le proteste in Tibet hanno scatenato la reazione delle forze di sicurezza della Repubblica Popolare.

Ci sono ampia evidenza e prove abbondanti che dimostrano come gli incidenti siano stati organizzati, premeditati, diretti e incitati dalla cricca del Dalai Lama

Ampia evidenza, dunque, per il primo ministro di Pechino, Wen Jiabao. Tanto di conferenza stampa ufficiale questa mattina (ora italiana).

Vaticano: Il diavolo e l’acqua santa

Dal titolo sembra di imbattersi in una di quelle puntate in bianco e nero di Don Camillo e Peppone. Una saga che ci mostrava quanto fossero cosi vicine, seppur cosi lontane a livello ideologico, due mentalità contrapposte come quella cristiana e quella comunista nella piccola realtà di Brescello.

E quasi in un metaforico paragone quello che accadeva nelle storie romanzate dal Guareschi, ecco giungere a circa metà aprile il viaggio del Papa negli Stati Uniti, la patria del diavolo come la definirebbero in molti oggi. Ma chi meglio del buon presidente degli Stati Uniti potrebbe prendere la funzione di Belzebu? Certo vedere George W.Bush con il vestito da diavolo con la coda e forcone forse ne da un’immagine più esilarante che inquietante, ma forse su certi paragoni è sempre meglio ridere che piangere.

Così dal 15 al 21 aprile il papa Joseph Ratzinger, meglio noto come Benedetto XVI, si recherà nel nuovo mondo, sia per portare la sua parola, sia per discutere nella sala ovale con Bush Jr. riguardo le varie problematiche mondiali, che volente o nolente vedono gli Stati Uniti molto spesso, se non sempre, in primo piano.