
Fini-Berlusconi: ovvero, come Renzo e Lucia

La campagna elettorale è iniziata, con centrodestra e centrosinistra pronti ad organizzarsi per arrivare a conquistare lo “scettro” del potere il 18 aprile. Gli schieramenti stanno cercando di unirsi nelle cosidette alleanze e federazioni per permettere una stabilità di governo che risulta fondamentale alla vita di una legislatura.
Se al centrosinistra si hanno ancora alcune difficoltà, dovute soprattutto alla posizione del PD che sembra allontanare i vari partiti politici di estrema sinistra, come ad esempio Rifondazione e Comunisti Italiani, a destra il problema sembra essere l’UDC.
Berlusconi, tra le iniziative che già aveva lanciato in precedenza soprattutto in vista di una possibile riforma elettorale prima delle elezioni effettive, vede nel Popolo delle Libertà il punto cardine della sua nuova politica. Inizialmente, il progetto PDL, voleva vedere una grossa confederazione di partiti uniti in un unico stemma, che permettesse di avere un partito grande quanto un intera fazione (il centrodestra appunto).
Questo nuovo centro inizia a “tirarsela” un pochino. Mi sta bene che parliamo di una nuova formazione, mi sta bene che parliamo di novità, mi sta bene che si discuta sul progetto politico e sulla voglia di partecipare da soli alle prossime elezioni. Ma che adesso si discuta pure che si vuole già cambiare nome, questo no.
Sembra qualcosa di impossibile eppure è realtà. In un’intervista rilasciata in queste ore, Savino Pezzotta, ex segretario CISL e oggi volto nuovo della realtà politica italiana, ha affermato che domani (sabato) avverrà la presentazione ufficiale del partito, ma che non bisogna continuare a parlare di Rosa Bianca, perchè sarà possibile anche un cambio di nome.
Con tutto il rispetto nei confronti delle ideologie di questi politici, se già all’altezza del nome vogliono cambiare ciò che hanno “deciso” tempo prima, non è che partano poi con il piede giusto. Prima dicono una cosa, seppur provvisoria, ai media che li presentano e ci bombardano con la rosa bianca a destra e a sinistra (e anche al centro visto la loro posizione politica).
Siamo entrati, dopo l’annuncio del presidente della Repubblica di sciogliere le camere, ufficialmente in campagna elettorale. Così tutti i nostri governanti preparano i vestiti nuovi della festa, si tirano a lucido, schiariscono la voce e preparano discorsi e promesse che dovranno ammaliare gli elettori. Sarà la gara a chi si venderà meglio, ma soprattutto a chi si venderà a più gente.
Eppure questo clima di cambiamento non lo vedono tutti. Tra coloro che pensano che non sia poi cambiato così tanto lo scenario in questi mesi è Luca Cordero di Montezemolo, il capo di Confindustria. Le parole di “Luca Luca” sono così pungenti che fanno riflettere:
Ormai è deciso. Il 13 aprile sarà il giorno in cui gli italiani verranno chiamati alle urne per scegliere, per l’ennesima volta, di che morte morire…ehm…scusate…chi dovrà governare il paese nei prossimi cinque anni.
A differenza di tutte le altre volte, quest’anno, sembra però esserci un clamoroso effetto sorpresa, chiamato Rosa Bianca. A prima vista non è che la Rosa Bianca mi abbia colpito in maniera particolare, però, anche grazie alle discussione che ho avuto modo di intrattenere con pierfrancesco99 qui sul nostro blog, devo ammettere che sto incominciando a ricredermi.
Per la Rosa Bianca, va detto, ci sono sia punti a favore sia punti contro; l’importante per Baccini, Tabacci e compagni cercare di serrare le fila quando conterà e portare il proprio partito verso la fatidica soglia del 4%, la soglia per iniziare a vivere.
L’Italia è proprio un paese strano. Ogni volta che sembra, e ripeto sembra, esserci qualcosa di buono, improvvisamente riusciamo a rovinarlo in maniera definitiva. Oppure si cade nelle situazioni più assurde, che con il senno di poi ci fanno pronunciare l’epiteto ormai più famoso tra gli italiani per esternare il loro disappunto: “Solo in Italia poteva succedere…”
E’ormai cosa nota a molti che in aprile ci ritroveremmo per votare il nuovo governo che dovrà comandare, sempre che ce la faccia vedendo il precedente, per i prossimi cinque anni. Quindi il 18 maggio ritorneremo nuovamente alle urne per segnare la nostra opinione sulla riforma elettorale. Sembra assurdo, ma è proprio così. Prima veniamo invitati a votare e a “creare” il nuovo governo, poi nemmeno un mese dopo, verremo nuovamente richiamati per portare un’innovazione ad un sistema elettorale che non è mai piaciuto più di tanto, se non ai politici dei partiti dello 0 virgola qualcosa.
Il nostro pianeta, come tutti ben sanno, è dotato di due poli. Il nord e il sud. Entrambi molto simili nelle loro caratteristiche eppure così diversi nelle loro vite. Forme di vita differenti vivono uno stesso ambiente per poter realizzare il più bel dono che poteva essere loro dato, la vita.
Stesso numero di poli lo troviamo nello scenario politico italiano, con il polo di destra e il polo di sinistra. Anche questi due hanno caratteristiche di fondo simile eppure contengono al loro interno forme di vita differenti. Con diversi interessi, differenti ideali, differenti motivazioni (soprattutto nel polo di sinistra).
Ma se improvvisamente, a causa di un cataclisma, i poli da due dovessero diventare tre? Beh sicuramente lo scenario politico potrebbe subire una forte ristrutturazione. Ed è un po ciò che si auspica Savino Pezzotta, ex segretario della Cisl. Nei suoi pensieri vi è l’istituzione di uno nuovo terzo polo che proponga idee più moderate che possano riunire i politici di entrambi i poli con un solo obiettivo, dare una sterzata brusca alla situazione italiana con la speranza di prendere la via giusta.