Caso Marrazzo, bombola di gas esplode in via Gradoli

esplosione via_gradoli

Non ha avuto molta eco sui giornali nazionali, perché tipica news da stampa locale. Ma fa una certa “sensazione”. Indymedia Roma riporta oggi la notizia di cronaca “Caso Marazzo”, esplosione in via Gradoli. La notizia è di questa mattina: nella via della Capitale, prima tristemente famosa per il caso Moro, in zona Cassia, oggi – ancora tristemente – per il caso Marrazzo, è esplosa una bombola di gas dopo le 6. L’esplosione è avvenuta a via Gradoli 60, ferita una persona bengalese.

E’ pura cronaca, naturalmente. Ma un senso di inquietudine sale, dopo la morte di Brenda.

Foto|Jonkind

Berlusconi e la Piovra

berlusconi

Non ci sarebbe, assicurano oggi i giudici toscani, l’iscrizione nel registro degli indagati per Silvio Berlusconi e per Marcello Dell’Utri. Smentite così le affermazioni di Libero, che aveva riportato il coinvolgimento del Premier e del senatore già da ottobre scorso in un’inchiesta sulle stragi del 1993.

La stampa paventa l’ipotesi del coinvolgimento del presidente del consiglio e di Dell’Utri in un’inchiesta per mafia da più giorni. Ma tutti gli altri quotidiani ci sono andati con i piedi di piombo. Certo, si parla delle parole dei pentiti che coinvolgerebbero il Cavaliere e il senatore, ma le indagini sono ancora in corso. Ed è in questo contesto che, invece, Libero ha titolato: Silvio indagato per mafia

Volantino Br, firmato “il Giornale”

brigate_rosse

Che al Giornale fossero particolarmente bravi, quasi autosufficienti, lo si sospettava ormai da tempo. Ma che arrivassero addirittura a scrivere di proprio pugno (e autoinviarsi di conseguenza) i volantini e le minacce delle Brigate Rosse, andava oltre le più fervide fantasie.

Un prodotto noto: lettera minatoria, redatta a mano. E poi lui, quel simbolo: la stella a cinque punte. La scorsa settimana, chi si è trovato davanti il volantino a Genova deve aver sgranato gli occhi, e non poco. Sotto la porta d’ingresso della redazione.

Per la Digos, a scrivere sarebbe stato proprio il destinatario delle minacce, Francesco Guzzardi: un giornalista collaboratore della sede genovese del Giornale. Il suddetto è stato quindi denunciato: simulazione di reato e procurato allarme. Il suddetto, stamane, scriveva così.

Porta a Porta, ecco il modellino di casa di Brenda

brenda modellino porta a porta vespa

Porta a Porta, il modellino della casa di Brenda. Naturalmente.

Signore e signori, Bruno Vespa non si smentisce. Temevate di non vedere più cose del genere? Temevate di essere ormai orfani di modellini? Avevate “sognato”, fatto congetture, vi siete anche voi immedesimati in novelli detective de noantri con l’ormai celeberrimo modellino della casa di Cogne dove si consumò il terribile omicidio del povero piccolo Samuele, per il quale Anna Franzoni è stata condannata (e processata mediaticamente)?

Bruno Vespa ha risposto a questa esigenza tutta italiana stasera, stanotte, nell’odierna puntata di Porta a Porta. Eccolo lì: il modellino della casa di Brenda, il trans del caso Marrazzo. Morta. Mentre il suo cellulare è  sparito, il computer finito nell’acqua, e quant’altro.

E la migliore amica di Brenda, China, che parla e racconta, testimone di una storia, un mistero tutto italiano (per l’ennesima volta). Mistero che – naturalmente si spera di sbagliare, sia beninteso – non verrà svelato prima di una quarantina d’anni.

Mirabilia all’italiana

bandiera-italiana

Dunque, facciamo un attimo il punto. Per il caso della povera Meredith (chissà, forse era una smorfiosa, colpa suprema che le avrebbe portato la morte per punizione) è stato chiesto l’ergastolo per Raffaele Sollecito e per Amanda Knox. Nel frattempo Bruno Vespa, che non può più fare modellini sulla casa di Cogne, li fa sulla casa di Garlasco. Che altro?

Ah. Brenda, la trans del caso Marrazzo, è morta, per i pm è omicidio, Massimo D’Alema non è Mister Pesc. Che il profilo del Financial Times abbia fatto effetto? Contemporaneamente Gianfranco Fini rilancia sugli stranieri, proferisce la parola “stronzo”. Anche Calderoli parla, ma non proferisce la stessa parola: ne richiama solo il significato. Il Fini, a prescindere, fa prove implicite di matrimonio con Luca Cordero di Montezemolo. Tante sono le cose che sono state messe a bollire in pentola, in Italia. Tante le faccende già messe in pentola, e già bruciate. Tante finiranno in pentola nel futuro. Ma nulla di tutto questo è per noi. Per noi, perché la nostra vita continua immutata, perché la crisi, per noi, non è passata. Perchè la quotidianità è faccenda dimenticata, lassù. Ci pensavo camminando ieri sera per Lecce.

Mutilazioni genitali, numero verde del Viminale

numero verde mutilazioni genitali(AGI) – Roma, 9 nov. – Un numero verde ‘contro le barbarie’. Dedicato dal Viminale alla prevenzione e al contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile. A partire da oggi, componendo l’800 300 558 sarà possibile fornire segnalazioni di eventuali casi italiani e avere informazioni sulle strutture sanitarie e sulle organizzazioni di volontariato, vicine alle comunità degli immigrati provenienti dalle realtà geografiche dove si effettuano queste pratiche.

Il servizio, gestito dalla Direzione centrale anticrimine del dipartimento della Pubblica sicurezza, resterà attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14 e dalle 15 alle 20: a ricevere le chiamate, personale specializzato del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato che, oltre all’assistenza, avrà il compito di comunicare
eventuali notizie di reato alle Squadre mobili del territorio competente
.

Se il Ku Klux Klan sbarca in Italia

Ku Klux Klan

La notizia si commenta con ogni probabilità da sè. Ma dà certo la cifra dello stato in cui versa l’umana mente, che può oscillare (e lo fa) tra follie e nevrosi più o meno individuali o collettive. L’appello è: aderisci e salva la stirpe bianca. Appello rivolto a chiunque voglia accoglierlo.

Fa paura, fa un po’ impressione, fa rabbia. L’importante è che non faccia, come di consueto, indifferenza. Anche se in quest’ultima ipotesi, in quanto italiani, siamo abbastanza bravi. Digitando su Google “United northern and southern knights of the KKK” troverete il loro sito. Si tratta a della maggiore “sezione” americana del Ku Klux Klan, a Fraser, nel Michigan, che anima anche l’appello in Italia.

È cos’e nient

Il filmato e la vita. Quello che c’è scritto qui è scritto, appunto. Nero su bianco, giusto o sbagliato. E’ scritto, e letto forse anche da tanti. Ma.

Morte accidentale di un detenuto

stefano cucchiLa famiglia ha chiesto che fossero pubblicate le foto. La famiglia lo chiede perché chiede giustizia, ma soprattutto e prima di tutto verità. CnrMedia.com le pubblica, ma aprite il link solo se ve la sentite. Sono le immagini del cadavere di Stefano Cucchi. Qui l’articolo che spiega la vicenda e gli elementi su cui si sta indagando, e qui la cronaca.

Foto|Corriere.it

Chi va e chi rimane

tremonti marrazzo

Piero Marrazzo si è dimesso. Giulio Tremonti non si dimette, affatto (se ne è parlato insistentemente in questi giorni, dopo lo scontro sull’Irap). Anzi, dopo 50 minuti di incontro ad Arcore con il Premier Silvio Berlusconi, dice: Sono soddisfatto, forte rapporto con il Cavaliere.

C’è l’intesa, insomma. Chi va e chi viene, scene, storie e matrici politiche (e personali) diverse.

Solarino riceve il Gay Help Line Awards

Valeria_Solarino

Valeria Solarino sarà ospite di Arcigay Roma. Domani, sabato 24 ottobre, a partire dalle ore 18.00 la protagonista del film prodotto da Maria Grazia Cucinotta ‘Viola di Mare’ presentato con enorme successo al Festival del Cinema di Roma, incontrerà la comunità omosessuale al Gay Center di via Zabaglia 14.
A dialogare con lei saranno Donatella Maiorca, regista del film ‘Viola di Mare’ e Franco Grillini, che presenterà il suo libro ‘Ecce Omo’ (Rizzoli). La Solarino riceverà il Gay Help Line Awards, il riconoscimento per chi si impegna contro l’omofobia.
Il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, spiega:

Sarà un’occasione importante per parlare di quello che è avvenuto negli ultimi giorni, con la drammatica bocciatura della legge contro l’omofobia attraverso il racconto di come è cambiata la comunità lesbica, gay e trans negli ultimi anni. Per la sua straordinaria interpretazione abbiamo deciso di premiare Valeria Solarino con il ‘Gay Help Line Awards’, il riconoscimento per chi si impegna contro l’omofobia

Il film ‘Viola di Mare‘ racconta di due donne che, nella Sicilia dell’Ottocento, si amano e che, con il loro amore, spezzano le ritualità di una terra sempre uguale a se stessa.

Scandalo su Marrazzo

marrazzo_scandalo video hardProseguono gli scandali. E’ periodo, forse. Chi lo sa. Oggi è la volta del presidente del Lazio, Piero Marrazzo.  E il tam-tam della Rete si è scatenato: cosa c’era in quelle immagini? Libero ha pubblicato delle indiscrezioni per le quali si tratterebbe di video hard che riprende l’incontro tra Marrazzo e, dicono, un transessuale. Si tratterebbe di un video ripreso con un cellulare durante un controllo dei carabinieri a luglio, per il quale sarebbe stato pagato .

I carabinieri che avrebbero ricattato Marrazzo sono stati arrestati, ma ai posteri questo interessa poco. I posteri, ora, si sono scatenati “morbosamente” alla ricerca dei contenuti di quel video. E “avoja” Marrazzo a ripetere che quel video non esiste e, se c’è, è una bufala.

Scuse a Mesiano. E 3 domande

brachino scuse mesiano

Dopo la polemica, i tentativi di venti di pace da sostituire a quelli di guerra.

Se ho offeso Mesiano mi scuso con lui

Parola di Claudio Brachino, conduttore di Mattino 5. Esattamente quelli del video sul giudice Raimondo Mesiano. Non solo: invita il magistrato a venire in trasmissione a rispondere a tre domande. Tre domande. Domande per tutti, anche per Mesiano. Forse sul colore dei calzini? No. Eccole:

1. Se la sua promozione degli ultimi giorni sia da mettere o meno con la sentenza sul caso Cir
2. Se le legittime idee politiche di un magistrato non siano comunque in grado di influirne gli orientamenti
3. Se non sia “stravagante” che abbia deciso sul caso Cir snza affidarsi ad una perizia tecnica.

Poi ammette – bontà: il servizio della polemica, dice, non appartiene certo al genere dei capolavori. Mi impegno a non trasmettere più quelle immagini.

Più Più.